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... tornare al retributivo pre Dini per tutti ... Roma, 28 febbraio 2007 p/Coordinamento nazionale CUB Pierpaolo Leonardi ... dopo una vita di lavoro e' inaccettabile ricevere una pensione che vale solo il 40/50% dell'ultimo salario ...
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l'erosione dello Stato sociale, lo smantellamento delle sue conquiste e dei suoi diritti ad una moderna sostenibilita' sociale fondata sulla solidarieta' tra classi e generazioni, è il predominio dell’economia finanziaria su quella produttiva, è la battaglia sul costo del lavoro e sulla redistribuzione dei redditi e della ricchezza prodotta con il lavoro
[...] ...la verita' e' che in Italia il peso della spesa previdenziale e' largamente piu' basso della media europea...
Va considerato poi un altro aspetto: si registra che gli uomini in eta' lavorativa sono occupati per circa i due terzi e che se le condizioni di lavoro non rimarranno immutate in termini di struttura, anche considerando il calo demografico, non si avra' una riduzione della popolazione in eta' lavorativa; infatti si presume che, in una societa' fortemente terziarizzata, nella societa' del “quaternario” o addirittura del “quinario”, saranno sfruttate le enormi possibilita' di risorse umane inutilizzate, sia in campo femminile, sia con i lavoratori immigrati, sia sfruttando al massimo le risorse del capitale intangibile in un lavoro sempre piu' a carattere intellettuale, potendo cosi' aumentare le possibilita' di finanziamento di un forte ed equilibrato sistema previdenziale pubblico.
Ci sembra invece che a tutt’oggi il problema delle pensioni e del loro costo sulla collettivita' continui a sollecitare ipotesi sicuramente succubi e, spesso, di vera promozione dei processi di finanziarizzazione dell’economia, lanciando messaggi volutamente catastrofici, di vero e proprio allarmismo sociale, sostenendo che il futuro del Paese e le possibilità lavorative delle giovani generazioni dipendano da una riforma in chiave ancora piu' restrittiva del sistema di previdenza pubblica.
Si alterano, così, dati, proiezioni, in funzione di considerazioni apocalittiche orientate allo smantellamento dello Stato sociale, alla nascita di un nuovo Welfare; un Profit State, così lo abbiamo definito, che contrappone i giovani agli anziani, i lavoratori ai pensionati, in conflitti orizzontali tesi a favorire i Fondi Pensione, quindi le grandi imprese, le multinazionali, le banche, le assicurazioni, i processi di finanziarizzazione dell’economia, a danno dello sviluppo, dell’occupazione, del salario diretto, indiretto, differito, ostacolando gli stessi investimenti produttivi. [...] - Luciano Vasapollo
LEGGI LE RAGIONI TECNICHE DEL TRADIMENTO POLITICO AL LAVORO DEGLI ITALIANI
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[...] In realtà è stato anche sostenuto che sia vero l'opposto (sui compartamenti individuali, ndr): il sistema retributivo, premiando chi arriva al termine della carriera lavorativa con un reddito maggiore, incentiverebbe al massimo gli sforzi di miglioramento e di progressione del lavoratore. [...] (Angelo Marano, AVREMO MAI LA PENSIONE?, Feltrinelli, pag. 2002)
Angelo Marano: Pensioni. Questione di cassa
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| Intervista di Manuela Cartosio, tratta da “il manifesto”, 28 agosto 2002 |
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Secondo Angelo Marano, economista, autore di Avremo mai la pensione?,
il governo finirà per penalizzare i lavoratori a favore dei «fondi».
Che sono la vera dannazione del sistema previdenziale. Obiettivo
politico «Si vuole intervenire sulla previedenza per fare cassa per
contenere il deficit o per finanziare la diminuzione delle tasse».
Sullo sfondo la contrattazione con l'Ue per la revisione del Patto di
stabilità.
Non ha ancora giurato sulla testa dei figli, ma poco ci manca. «Non
toccheremo le pensioni di anzianità», garantisce il ministro del
welfare Bobo Maroni per tranquillizzare Cisl e Uil. Lo fa tutti i
giorni, segno che nel governo c'è un robusto partito che per fare cassa
vuole «toccare» le pensioni. E' lo stesso governo che, se la delega
previdenziale resterà intatta, regalerà a Confindustria da 3 a 5 punti
di decontribuzione per il nuovi assunti, rinunciando a soldi che
dovrebbero entrare nelle casse dell'Inps. Nonostante le tre riforme
degli anni `90 abbiano messo in equilibrio il sistema previdenziale,
molti si ingegnano a tenere acceso il fuoco sotto il pentolone delle
pensioni. Lo scopo è chiaro: ridurre la previdenza pubblica e i
corrispondenti oneri contributivi per sviluppare forzosamente la
previdenza complementare basata sui fondi pensione. Un aureo libretto -
Avremo mai la pensione? - fa il pelo e il contropelo ai fondi pensione. L'ha scritto Angelo Marano, economista docente all'università della Tuscia. |
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