l'erosione dello Stato sociale, lo smantellamento delle sue conquiste e dei suoi diritti ad una moderna sostenibilita' sociale fondata sulla solidarieta' tra classi e generazioni, è il predominio dell’economia finanziaria su quella produttiva, è la battaglia sul costo del lavoro e sulla redistribuzione dei redditi e della ricchezza prodotta con il lavoro
[...] ...la verita' e' che in Italia il peso della spesa previdenziale e' largamente piu' basso della media europea...
Va considerato poi un altro aspetto: si registra che gli uomini in eta' lavorativa sono occupati per circa i due terzi e che se le condizioni di lavoro non rimarranno immutate in termini di struttura, anche considerando il calo demografico, non si avra' una riduzione della popolazione in eta' lavorativa; infatti si presume che, in una societa' fortemente terziarizzata, nella societa' del “quaternario” o addirittura del “quinario”, saranno sfruttate le enormi possibilita' di risorse umane inutilizzate, sia in campo femminile, sia con i lavoratori immigrati, sia sfruttando al massimo le risorse del capitale intangibile in un lavoro sempre piu' a carattere intellettuale, potendo cosi' aumentare le possibilita' di finanziamento di un forte ed equilibrato sistema previdenziale pubblico.
Ci sembra invece che a tutt’oggi il problema delle pensioni e del loro costo sulla collettivita' continui a sollecitare ipotesi sicuramente succubi e, spesso, di vera promozione dei processi di finanziarizzazione dell’economia, lanciando messaggi volutamente catastrofici, di vero e proprio allarmismo sociale, sostenendo che il futuro del Paese e le possibilità lavorative delle giovani generazioni dipendano da una riforma in chiave ancora piu' restrittiva del sistema di previdenza pubblica.
Si alterano, così, dati, proiezioni, in funzione di considerazioni apocalittiche orientate allo smantellamento dello Stato sociale, alla nascita di un nuovo Welfare; un Profit State, così lo abbiamo definito, che contrappone i giovani agli anziani, i lavoratori ai pensionati, in conflitti orizzontali tesi a favorire i Fondi Pensione, quindi le grandi imprese, le multinazionali, le banche, le assicurazioni, i processi di finanziarizzazione dell’economia, a danno dello sviluppo, dell’occupazione, del salario diretto, indiretto, differito, ostacolando gli stessi investimenti produttivi. [...] - Luciano Vasapollo
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