martedì 7 febbraio 2012   
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L'Italia non è più una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

    
 

tagliare le pensioni con la cancellazione del sistema retributivo tradisce il lavoro dei cittadini italiani

retribuire il lavoro nella vecchiaia era una conquista civile che riconosceva ai lavoratori di aver contribuito alla crescita e al mantenimento di tutta la sociata' - la pensione retributiva e' un diritto fondamentale garantito ai nostri padri e a chi nel 1995 aveva gia' 18 anni di contributi, per tanto non puo' essere negato a chi, a partire dal 1996, lavora oggi e lo fara' nel futuro
         
 

IL CONTATORE E' SOLO UN RIFERIMENTO TEMPORALE GENERICO DELL'ENTRATA IN VIGORE DEL SISTEMA CONTRIBUTIVO CHE ABBATTERA' LE PENSIONI A PARTIRE DA COLORO CHE AL 31/12/1995 NON AVEVANO 18 ANNI DI CONTRIBUTI GIA' VERSATI -

 

 

AGGIORNAMENTO 2012: IL GOVERNO MONTI INASPRISCE I TAGLI ALLA PENSIONE DEGLI ITALIANI

- VIENE CANCELLATO OGNI CALCOLO RETRIBUTIVO PER CUI DAL 1 gennaio 2012 TUTTE LE PENSIONI DIVENTANO CONTRIBUTIVE (pro rata per chi ha il requisito DINI al 31/12/1995)

IL GOVERNO MONTI SFONDA I LIMITE DEI 40 ANNI DI CONTRIBUTI.... per salvare l'Italia si obbliga i lavoratori e le lavoratrici a più anni di lavoro e ad una vecchiaia di povertà certa e programmata ... dove ci sommeranno i continui tagli al salario diretto, indiretto e il differito assegno pensionistico !!!

- vengono azzerati i circa 6 anni 27 giorni che il contatore* esprimeva il primo gennaio 2012, calcolando l'inizio della prima pensione tagliata con il sistema misto cioè: 18 anni (- 1 giorno) calcolati con il retributivo + 22 anni con il contributivo ... -

DAL PRIMO GENNAIO 2012 LE PENSIONI SARANNO TUTTE MISTE E NEL (circa) 2037 ARRIVERANNO LE PRIME PENSIONI INTERAMENTE CONTRIBUTIVE CON 42 anni di lavoro continuato senza interruzioni (una chimera ? una menzogna ? una truffa?)

CON IL DECRETO "SALVA ITALIA" il GOVERNO MONTI CELEBRA IL TRIONFO DEL MERCATO IN CUI IL LAVORATORE NON E' PIU' FIGURA SOCIALE COLLETTIVA MA SINGOLO E SOLITARIO CLIENTE CHE RICEVE PER QUANTO VERSA IN UN SISTEMA ECONOMICO PREVIDENZIALE DEPREDATO DELLA SUA FUNZIONE PUBBLICA E SOLIDARISTICA. ARRIVA A COMPIMENTO LA RIFORMA NEOLIBERISTA INIZIATA CON DINI I PRIMI ANNI NOVANTA. DOPO LA SCALA MOBILE AI LAVORATORI ITALIANI VIENE ESPROPRIATA LA PENSIONE RETRIBUTIVA.

 

 

le misure FORNERO sulla previdenza - Legge 214/2011

 

 

 

un obiettivo fondamentale per qualsiasi programma politico di un partito che abbia la pretesa di rappresentare i lavoratori è:

... tornare al retributivo pre Dini per tutte e tutti ...

... dopo una vita di lavoro e' inaccettabile ricevere una pensione che vale solo il 40/50% dell'ultimo salario ...

 

 

l'erosione dello Stato sociale, lo smantellamento delle sue conquiste e dei suoi diritti ad una moderna sostenibilita' sociale fondata sulla solidarieta' tra classi e generazioni, è il predominio dell’economia finanziaria su quella produttiva, è la battaglia sul costo del lavoro e sulla redistribuzione dei redditi e della ricchezza prodotta con il lavoro

[...] ...la verita' e' che in Italia il peso della spesa previdenziale e' largamente piu' basso della media europea...

Va considerato poi un altro aspetto: si registra che gli uomini in eta' lavorativa sono occupati per circa i due terzi e che se le condizioni di lavoro non rimarranno immutate in termini di struttura, anche considerando il calo demografico, non si avra' una riduzione della popolazione in eta' lavorativa; infatti si presume che, in una societa' fortemente terziarizzata, nella societa' del “quaternario” o addirittura del “quinario”, saranno sfruttate le enormi possibilita' di risorse umane inutilizzate, sia in campo femminile, sia con i lavoratori immigrati, sia sfruttando al massimo le risorse del capitale intangibile in un lavoro sempre piu' a carattere intellettuale, potendo cosi' aumentare le possibilita' di finanziamento di un forte ed equilibrato sistema previdenziale pubblico.

Ci sembra invece che a tutt’oggi il problema delle pensioni e del loro costo sulla collettivita' continui a sollecitare ipotesi sicuramente succubi e, spesso, di vera promozione dei processi di finanziarizzazione dell’economia, lanciando messaggi volutamente catastrofici, di vero e proprio allarmismo sociale, sostenendo che il futuro del Paese e le possibilità lavorative delle giovani generazioni dipendano da una riforma in chiave ancora piu' restrittiva del sistema di previdenza pubblica.

Si alterano, così, dati, proiezioni, in funzione di considerazioni apocalittiche orientate allo smantellamento dello Stato sociale, alla nascita di un nuovo Welfare; un Profit State, così lo abbiamo definito, che contrappone i giovani agli anziani, i lavoratori ai pensionati, in conflitti orizzontali tesi a favorire i Fondi Pensione, quindi le grandi imprese, le multinazionali, le banche, le assicurazioni, i processi di finanziarizzazione dell’economia, a danno dello sviluppo, dell’occupazione, del salario diretto, indiretto, differito, ostacolando gli stessi investimenti produttivi. [...] - Luciano Vasapollo

LEGGI LE RAGIONI TECNICHE DEL TRADIMENTO POLITICO AL LAVORO DEGLI ITALIANI

 




         
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